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Fermentera 2026 | Call for fanzine


Cosa facciamo quando fuori c’è l’apocalisse? Scriveteci le rivelazioni, i disvelamenti, le scomparse e le sopravvivenze in forma di appello, inno, elegia, ode, racconto, pamphlet, come volete.




Anche quest’anno torna Fermentera - Cose da fare in casa quando fuori c’è l’apocalisse. Per questa terza edizione - in arrivo a giugno - arriva la prima fanzine apocalittica. 

Cosa facciamo quando fuori c’è l’apocalisse? Scriveteci le rivelazioni, i disvelamenti, le scomparse e le sopravvivenze in forma di appello, inno, elegia, ode, racconto, pamphlet, come volete. Vogliamo leggere le vostre utopie e i vostri immaginari.

Avete 2000 battute (spazi inclusi) a disposizione e tempo per inviarci le vostre rivelazioni fino al 31 marzo 2026.

Compila questo google form per candidare il tuo testo.

I testi che verranno selezionati entreranno a far parte di una FANZINE curata e autoprodotta da DisorderDrama e Alle Ortiche che verrà distribuita all’interno della terza edizione del Festival Fermentera (giugno 2026).

 I testi devono essere inediti su carta e sul web.
 Inviando il proprio testo si accetta la pubblicazione e la diffusione su ogni mezzo (social, sito web, fanzine) del testo e della biografia.


«Eravamo entrambi molto concentrati, nessuno dei due diceva una parola. Potevamo vedere chiaramente la nostra auto da un lato della foresta e le file di palazzi residenziali dall’altro. Potevamo sentire i rumori della città: il traffico, i cani e i proprietari dei cani, ma non c’era alcun dubbio che fossimo in una foresta, una foresta urbana nel mezzo di New York. Anche così, non era nulla di simile all’esperienza di trovarsi in una foresta norvegese, dove si può bere il silenzio e assaporare i profumi mescolati della crescita e del decadimento che salgono dal suolo del bosco. Lì la civiltà può molto rapidamente diventare un ricordo lontano.»
- Litt Woon Long, La via del bosco

«Ora se ne sono andati tutti – disse Louis – sono rimasto solo. Sono entrati in casa per fare colazione, e io sono rimasto in piedi contro il muro, tra le piante. È mattina presto, la lezione non è ancora cominciata. I fiori spiccano ad uno ad uno contro il fondale verde. “Louis! Louis! Louis!” gridano. Non mi vedono. Sono dall’altro lato della siepe. Ci sono soltanto dei piccoli pertugi tra le foglie. Oh Signore, fa’ che passino oltre. Signore, fa che depongano le loro farfalle in un fazzoletto sulla ghiaia. Fa’ che contino le ninfali, le vanesse, le rapaiole. Ma che non mi vedano».
- Virginia Woolf, Le onde